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Nuovo disco Indaco - cinque stelle su "Musica" ⭐⭐⭐⭐⭐


Ringraziamo la penna di Luca Segalla per le sue belle parole riguardo al nostro ultimo lavoro discografico sulla rivista Musica n. 358 (luglio - agosto 2024).


"Il CD e` stato registrato un paio di mesi dopo la vittoria – prima volta in assoluto per un quartetto italiano – ottenuta dal Quartetto Indaco al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka nel maggio del 2023 e testimonia della crescita musicale della giovane formazione, che ha raggiunto un buon equilibrio dell’insieme e un alto grado di tensione espressiva, evidente fin dalle prime battute del Quartetto n. 15 di Schubert, presentato a Osaka nella prova finale, e addirittura debordante nei ruvidi Cinque movimenti per quartetto d’archi di Anton Webern, affrontati nelle fasi preliminari del concorso. Come molti dei giovani quartetti anche l’Indaco ha vissuto un periodo di assestamento e della formazione iniziale sono rimasti il primo violino Eleonora Matsuno e il violista Jamiang Santi, ai quali si sono aggiunti il violoncellista Cosimo Carovani e – ultima arrivata, quattro anni fa – la violinista Ida Di Vita. In questi anni l’Indaco oltre ad aver affinato gli equilibri dell’insieme ha trovato la sua cifra stilistica, nel segno, come si e` anticipato, di una tensione espressiva che rende entusiasmante soprattutto l’interpretazione di un lavoro dolorosamente lacerato e apertamente espressionistico come i Cinque movimenti di Webern, in cui spesso la musica si riduce a un filo sottile sospeso nel vuoto del silenzio, un filo che i quattro dell’Indaco riescono tendere fino quasi al limite ma senza mai superarlo della rottura. Passa in secondo piano, con l’Indaco, la ricerca del ‘‘bel suono’’, del suono morbido e legato, come rivela l’Andante un poco moto del Quartetto D 887 schubertiano, la cui malinconia emerge con prepotenza in una lettura per nulla rassicurante nell’accentuazione dei contrasti, anche a livello di microfraseggio, gli stessi contrasti che infiammano l’Allegro assai conclusivo, la cui drammaticita`, nella lettura dell’Indaco, ha una ruvidezza ritmica beethoveniana. Anche l’interpretazione del Quartetto n. 10 ‘‘In seinem Schatten’’ del violoncellista della formazione, Cosimo Carovani, il quale non e` un compositore a tempo perso, considerata l’ampiezza del sua catalogo, e` orientata alla ricerca dell’espressivita`, evidente nelle arcate ruvide e materiche del primo movimento, costruito sulla ripetizione, secondo la tecnica minimalista, di alcune cellule melodiche tra le quali affiorano, spettrali, le ombre di temi schubertiani (nel terzo movimento c’e` un richiamo esplicito al tema de La morte e la fanciulla). Il Quartetto nasce, infatti, come una riflessione, come dichiara lo stesso Carovani nelle note del booklet, sugli ultimi quartetti schubertiani e di Schubert conserva il lirismo doloroso, in particolare nel secondo movimento. (Luca Segalla)

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