Northern Lights su OperaClick

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Una bellissima recensione firmata Emiliano Michelon per il Quotidiano di informazione Operistica e Musicale "OperClick", del nostro CD Northern Lights uscito con gli amici di Ema Vinci!


Non aveva neppure diciott'anni Sergej Rachmaninov quando scrisse il suo primo e unico quartetto per archi, peraltro lasciandolo incompiuto. Ne aveva trentaquattro Edvard Grieg, quando compose il suo primo – e unico completo – quartetto, un solo anno in meno di Aulis Sallinen quando pubblicò il suo terzo quartetto, in realtà il primo che non aveva carattere di studio. Si aggiunga Cosimo Carovani, violoncellista e compositore classe 1991. L'insistenza sulla data di nascita è per sottolineare l'aspetto “giovanilistico” dell'ultimo lavoro del Quartetto Indaco, formazione nata nel 2007 alla Scuola di Musica di Fiesole e oramai impostasi nel panorama italiano e internazionale come uno dei quartetti da non perdere.

Ci sarebbe anche una componente geografica in questo disco, quella suggerita dal titolo Northern Lights, ad evocare un paesaggio composto da steppe, fiordi, lande innevate, aurore boreali e melodie popolari. Questa produzione firmata Ema Vinci è infatti un appassionante viaggio per quartetto d'archi verso le terre scandinave firmata da compositori la cui carriera doveva ancora giungere a pieno compimento.

Un viaggio che comincia con i due movimenti di quartetto scritti da Rachmaninov come esercitazione di conservatorio. Si tratta di una Romanza dal sapore malinconico e di un vigoroso Scherzo con Trio, che ci testimoniano di un giovanotto ancora ben lontano dalla maturità artistica, e – cosa ancora più suggestiva – dal pianoforte.

Aulis Sallinen, invece, nel 1969 aveva già raggiunto una certa padronanza della scrittura per quartetto: all'epoca si era liberato sia dell'onnipresente influenza di Sibelius sia del serialismo di matrice darmstadtiana per votarsi a un recupero della melodia e di elementi più tradizionali delle musiche popolari della Finlandia, in virtù dei quali viene spesso considerato appartenente al filone del “neo-romanticismo”. Ne è un esempio proprio questo suo terzo quartetto, Aspetti della marcia funebre di Peltoniemi Hintrik: il compositore si serve di una nota melodia popolare finlandese come tema per costruire cinque variazioni e due intermezzi. Prende forma un arco simmetrico che, guidato dalla melodia sempre ben riconoscibile, mostra una gran varietà nell'utilizzo del materiale – si va dai pizzicati agli armonici – e un senso di completezza e dilatazione: la musica termina così come era iniziata, e la sensazione è quella di aver girato in tondo tutti gli spettri degli stati d'animo dettati da questa musica così varia eppure così saldamente unitaria nella sua ripetizione tematica.

Al di là delle specificità dei brani, questa nuova produzione del Quartetto Indaco colpisce per la precisione appassionata e attenta alla musica di compositori non certo noti per la loro produzione cameristica. Ne è un esempio perfetto il quartetto di Grieg: un richiamo a certi stilemi della musica popolare della Norvegia combinata alle complesse raffinatezze del quartetto da camera di epoca romantica. I musicisti sono più volte impegnati in arresti doppi e tripli, momenti di unisono, di contrappunto e di fluidi passaggi melodici. L'interpretazione del Quartetto Indaco dimostra l'intesa che i quattro hanno perfezionato nel corso degli anni. Ci sono momenti in cui il tema si sussegue tra gli strumenti con una facilità e una linearità che sembra quasi di ascoltare un solo esecutore, e non fosse per il cambiamento di timbro non ci si avvederebbe del passaggio.

Ultimo, in ordine di scaletta è Norrsken, per una terra che brucia, di Cosimo Carovani, il quale è anche il violoncellista del Quartetto Indaco. Una musica densa, ispirata alle melodie nordiche, che dà origine a delle specie di soundscape delle terre scandinave. Sono quattro movimenti che aprono a interessanti esplorazioni timbriche sul quartetto d'archi: si vai dai suoni quasi flautati ad un utilizzo più percussivo degli strumenti, facendo leva non tanto sulla loro sonorità quanto piuttosto sulla loro corporeità. Suoni, come nel secondo låtar Mit Feuer, simili a scricchiolii che tracimano nel rumore puro da musica futurista e che in un primo momento hanno suscitato in chi scrive qualche preoccupazione riguardo alla salvaguardia degli strumenti. Siamo sicuri che essi sono sani e salvi (o almeno ci auguriamo!), e ascoltiamo affascinati questo lavoro.


Emiliano Michelon



https://www.operaclick.com/recensioni/cd-dvd/quartetto-indaco-northern-lights-cd-ema-vinci

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