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I meravigliosi e cangianti percorsi musicali del Quartetto Indaco a Nizza Monferrato

Una bella recensione dalla penna di Pier Carlo Guglielmero per Alessandria24.com

Vi ho parlato poche settimane fa dello splendido concerto del Trio Debussy a Nizza Monferrato, che faceva parte di una serie di concerti, uno per ciascun mese estivo, da Giugno a Settembre, organizzati dal violinista Alex Leon, che hanno una caratteristica particolare: quella di essere proposti in tre diverse località del Monferrato, Acqui, Nizza e Casale, e anche ad Alessandria. Avevo affermato nel mio precedente articolo che ritenevo quell’idea originale, notevole e vincente. E confermo, dopo questo secondo concerto, che la qualità musicale con cui abbiamo a che fare è davvero notevolissima, per cui rinnovo ad Alex Leon l’augurio di avere il giusto successo. Il 1° Luglio la magia sonora e del luogo che vi ho descritto nel mio precedente articolo si è totalmente rinnovata, grazie al Quartetto Indaco, che è formato da Eleonora Matsuno e Ida Di Vita ai violini, Jamiang Santi alla viola e Cosimo Carovani al violoncello. Il concerto si è tenuto anche questa volta al Foro Boario, in Piazza Garibaldi. Una struttura ammirevole anche (ma non solo) per l’acustica davvero validissima, che mi aveva sorpreso nello scorso concerto, per via delle vetrate, ma che invece non posso che confermare di altissima qualità, e non si tratta di una banalità, credetemi: l’acustica dei luoghi dove si fa musica è davvero essenziale per gustare appieno un concerto, a maggior ragione quando si tratti di musica acustica non amplificata, come in questo caso (...). Veniamo al concerto del Quartetto Indaco, che ha proposto una vera e propria “passeggiata musicale” fra i tanti modi con cui si può fare ottima musica con una formazione di quartetto d’archi. Il concerto è incominciato con un brano breve ma estremamente suggestivo, che (ci hanno poi spiegato loro stessi) era la trascrizione per quartetto di una melodia popolare finlandese. Una sorta di preludio, come l’apertura di un sipario dove che ci avrebbe donato poi molte meraviglie. E sottolineo a questo punto che un’ottima iniziativa del Quartetto Indaco è quella di interloquire con gli ascoltatori, introducendo i brani che ci sono stati proposti. Hanno presentato un programma dal percorso musicale davvero molto cangiante, passando da un capolavoro del grande romanticismo (Brahms) a brani assai meno noti, parecchi dei quali trascritti dallo stesso Quartetto Indaco per la loro formazione, ed hanno ritenuto opportuno presentarli brevemente, spesso con un approccio simpatico e colloquiale decisamente piacevole. Ad esempio, la signora Eleonora Matsuno, Primo Violino, per introdurre il Primo Quartetto di Brahms, dopo aver accennato all’atmosfera musicale del brano, ci ha fatto sorridere con un breve aneddoto riguardo il grande compositore romantico…che aveva una tale fama di essere burbero e brusco con tutti, che un giorno, in una birreria, dopo essersi limitato ad una veloce bevuta senza interloquire con nessuno, prima di andarsene si era “scusato” con tutti gli altri clienti perché quel giorno non aveva insultato proprio nessuno!

E lasciatemi dire due parole su questo grande capolavoro di Brahms, il Quartetto in do minore op. 51 n. 1 dalla grande tensione drammatica di carattere beethoveniano. Non intendo proporre un’analisi dettagliata, ci mancherebbe, ma vorrei sottolineare alcuni momenti particolarmente espressivi e coinvolgenti, come la notevole Romanza, dal tono contemplativo e armoniosamente frastagliata tra lirismo melodico e brevi pause interrogative. E poi lo splendido terzo tempo (Allegro molto moderato e comodo), che è un intermezzo siglato da un umore nordico e vagamente triste, mentre la parte centrale propone un tema su ritmo di valzer dagli accenti popolareschi viennesi. Gioielli musicali di grande valore.

Molto diversa la seconda parte del Concerto, che ha sorpreso un po’ tutti sia per la grande originalità delle proposte musicali, sia per la notevole bellezza delle esecuzioni, perlopiù fatte di brani a me del tutto sconosciuti. Io, ad esempio, sono un discreto conoscitore della musica extra-cinematografica di Nino Rota, ma non conoscevo il suo giovanile Quartetto per archi, che (ci ha spiegato Cosimo Carovani, il violoncellista) era di fatto un esercizio di composizione durante i suoi studi. Beh, si è trattato di un’ottima riscoperta, davvero un brano delizioso.

Il concerto è poi proseguito con un originalissimo percorso musicale, ovvero con estratti dall’ultimo concept album “Avalonsongs from a lost world – “. Avalon è la mitica e mistica isola delle Fate delle leggende Arturiane (lo stesso Artù dovrebbe riposare in Avalon)…e la musica del Quartetto Indaco è appunto stata fortemente ispirata dal folklore nordico e da melodie pre barocche, per cui hanno arrangiato per la loro formazione una serie di composizioni, fra le più varie, che poi hanno parzialmente proposto come piccole suite di brani, che alternavano momenti di danza ad altri molto più lenti e suggestivi…mi rendevo conto di seguirli lasciandomi letteralmente cullare da questo loro suono coì particolare: una vera passeggiata sentimentale nel labirinto della bella musica!

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Hanno concluso con un notevole brano “contemporaneo” del Maestro Giovanni Sollima, e quindi, dulcis in fundo, con un brano “antico” dove al suono strumentale si è aggiunta la voce del violoncellista Cosimo Carovani…”una sorta di ninna nanna”, ci ha spiegato, “per un viatico di buona notte”…splendido finale davvero.

E allora lasciatemi terminare la mia cronaca ringraziando ancora una volta Alex Leon, per aver organizzato quest’altro ottimo concerto, che, a Nizza Monferrato, ci ha donato ancora una volta delle splendide emozioni musicali.


https://www.alessandria24.com/2022/07/05/i-meravigliosi-e-cangianti-percorsi-musicali-del-quartetto-indaco-a-nizza-monferrato/

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